“Cuori in bozza”: l’arte che racconta il mondo interiore dei ragazzi autistici
Milano – L’Associazione Portami per mano promuove “Cuori in bozza”, una mostra di opere realizzate da ragazzi nello spettro autistico guidati dall’artista Liana Ghukasyan, ospitata dal 2 al 7 aprile al Nucleo 3 di Palazzo Lombardia con accesso da Piazza Città di Lombardia.
L’esposizione nasce da un laboratorio artistico che ha offerto ai partecipanti un’opportunità autentica di espressione creativa e di condivisione con il pubblico. Attraverso il disegno e la pittura, i ragazzi hanno trasformato emozioni, percezioni e immaginazione in immagini capaci di parlare un linguaggio immediato e universale.
L’iniziativa è promossa in occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo dall’Associazione Portami per mano, realtà di volontariato nata nel 2017 dall’esperienza di famiglie e amici impegnati nel sostegno a bambini e ragazzi con fragilità, in particolare nello spettro autistico. L’associazione, che collabora con il Comitato MI’mpegno, promuove a Milano attività educative, culturali e artistiche volte a favorire l’inclusione sociale, valorizzare i talenti dei ragazzi e creare occasioni concrete di incontro tra famiglie e comunità.
Ci sono cuori che non parlano con le parole.
Parlano con i colori, con il gesto, con il ritmo delle mani che incontrano la materia.
“Cuori in bozza” nasce dall’incontro tra autismo, arte, movimento e musica. È un percorso creativo in cui l’arte diventa spazio di libertà: un luogo in cui l’espressione prende forma prima ancora di diventare linguaggio.
Per molte persone nello spettro autistico il mondo è fatto di percezioni profonde, dettagli intensi, sensibilità che non sempre trovano una traduzione verbale immediata. L’arte apre allora una porta: permette alle emozioni di emergere attraverso il colore, la forma, il gesto. Dove le parole si fermano, il segno continua a raccontare.
Nel laboratorio i ragazzi hanno attraversato il mondo dei colori come si attraversa un paesaggio. Dai colori primari sono nati i secondari, come incontri inattesi capaci di generare nuove possibilità. Le sfumature sono diventate scoperte, i contrasti dialoghi, le superfici spazi in cui lasciare traccia del proprio sguardo.
Accanto al colore, le mani hanno incontrato la terra dell’argilla. La materia è stata modellata lentamente, ascoltata, trasformata. Ogni pressione delle dita, ogni curva, ogni imperfezione racconta un movimento, un tempo, una presenza. La terra conserva la memoria del gesto, come una pagina che trattiene parole non dette.
Durante questo processo, la musica scorreva nello spazio come un respiro condiviso. Le note accompagnavano i movimenti, accendevano i colori, sostenevano le mani mentre la materia prendeva forma. Suono, corpo e materia entravano in dialogo, creando un ritmo silenzioso in cui ogni gesto trovava il proprio tempo.
In questo spazio l’arte non è solo creazione: è incontro, ascolto, possibilità. È il luogo in cui la diversità non chiede di essere spiegata, ma può semplicemente esistere, manifestarsi, diventare bellezza.
“Cuori in bozza” è una mostra, ma soprattutto è un processo.
Un momento sospeso in cui i cuori si mostrano nella loro forma più autentica: non finiti, non definitivi, ma vivi, in trasformazione.
Perché ogni opera qui è un cuore che sta nascendo. Una traccia, un frammento, una promessa.
Una bozza di umanità che continua a fiorire.
In occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo – ha affermato Elena Lucchini, Assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità di Regione Lombardia – l’iniziativa ‘Cuori in bozza’ testimonia quanto l’arte possa diventare uno spazio autentico di inclusione e di libertà espressiva.
Attraverso il colore, il gesto e la materia, questi ragazzi ci offrono uno sguardo prezioso sul loro mondo interiore, ricordandoci che ogni forma di espressione è un ponte verso la comprensione reciproca.
Regione Lombardia sostiene con convinzione progetti che valorizzano i talenti delle persone nello spettro autistico e promuovono una cultura dell’accoglienza e della partecipazione.
Grazie, infine, all’Associazione ‘Portami per mano e al Comitato MI’impegno per la loro attività di alto valore sociale.



